Le realtà territoriali coinvolte nel progetto, la Cooperativa Il sorriso e l’Associazione Milleusi, in collaborazione con WWf Martesana e il Forum Giovani Principio Attivo, saranno responsabili della gestione dell’orto laboratorio, che verrà realizzato nel corso del 2014 in Via Roma a Carugate, in un’area verde davanti alle scuole elementari . Si tratterà di un orto comunitario: ovvero, non avrà parcelle private e sarà gestito collettivamente secondo i principi
della sostenibilità ambientale evitando l’uso di pesticidi, fertilizzanti di sintesi e sementi OGM, e mettendo in pratica il riuso della sostanza organica (compost) ed un uso oculato delle risorse idriche, oltre che il riutilizzo di materiali di recupero per realizzare tutto quello di cui un orto ha bisogno: vasi, staccionate, compostiere, semenzaio, etc. ma anche semplici tavoli e panche per riposare dopo una giornata di lavoro!
Lo spazio sarà fruibile dall’intera comunità con l’intento di creare le premesse per il raggiungimento collettivo di alcuni obiettivi concreti, ovvero adottare stili di vita più sostenibili e, più nello specifico, sperimentare direttamente, grazie all’orto, la chiusura del ciclo dei rifiuti locali incentivando l’uso del compost in alternativa ai concimi di sintesi, e ridurre gli sprechi e l’uso non appropriato delle risorse, a partire da quello dell’acqua potabile sia per le pratiche irrigue sia a livello domestico.
Scarica il cartello “Che cosa succede qui” Carugate

 Alcuni pensieri dei ragazzi della comunità di Carugate

“mi interessa perché… mi permette di prendere un po’ d’aria pulita, stare all’aria aperta. Io partecipo e lavoro facendo le strutture, ossia vernicio con l’impregnante i pali della staccionata, le finestre della casetta, alcune delle bacheche esterne. Ora sto facendo i tavoli e le panchina verniciando i bancali.
Penso che avere un orto in centro paese, sia meglio perché è più sicuro.
Penso che chiacchierare amichevolmente con i passanti non faccia male a nessuno.
È positivo il fatto di aver fatto un orto insieme agli altri perché ci permette nelle stagioni calde di bagnare le verdure anche se noi non ci siamo.
Nessuno è perfetto … sbagliando si impara!”
Andare all’orto è bello perché mi piace, perché seminiamo le verdure, e quello che cresce lo possiamo portare a casa ed è buono!!
Io ho seminato il melone, i pomodori.
Penso che questo orto è bello perché è di tutti, è tuo ed è mio.
La mia famiglia dice chè è bello, perché prima questo posto sembrava una discarica, invece adesso sembra un giardino.
Sarebbe bello avere anche degli alberi da frutta per esempio: il pero, il fico, e la melagrana e seminare l’anguria. (Clemente)

Andare all’orto mi piace perché ci sono i pomodori, il sedano, l’insalata.
Anche a mia sorella piacciono le verdure che le porto.
All’orto io vado con i miei amici: Sara, Villi, Clemente, Camilla, Martina e Barbara.
Ci andremo sempre all’orto (Claudia)

Mi piace andare all’orto perché c’è l’insalata. (Sara)

Mi interessa perché per capire le cose da fare. Mi piace fare tutti i lavori.
La posizione dell’orto ci permette di arrivare facilmente con il pulmino.
Mio papà con il suo orto ci fa da esempio.
Il fatto che ci siano altre persone che lo curano mi fa piacere, perché così possiamo anche parlare anche attraverso il diario.
Mi piacerebbe avere delle panchine così mi posso sedere. (Marcella)

È un’esperienza bellissima perché si stà a contatto con la natura.
La posizione è molto bella e ci ha permesso di recuperare uno spazio che sarebbe stato destinato ad incuria.
Bella anche questa cosa che si fa insieme agli altri

La mia famiglia è contenta.
Spero che questo progetto vada avanti ancora nel tempo.(Fabio)

Dedicarsi ad una cosa dove mettiamo un piccolo seme che infiliamo nella terra ed ogni giorno andiamo a vedere se è cresciuto un pochino dandogli dell’acqua, secondo me vuol dire aspettare ma sapendo che ogni giorno crescerà qualcosa di buono e sano e ci farà bene per la nostra salute.
Anch’io restando in cooperativa con l’educatrice, in alcuni vasetti ho sperimentato con il casco e il bastoncino: prima lei mi ha riempito il vasetto di terra, io con la testa mi preparavo vicino, dovevo fare il buco con un po’ di decisione nel quale veniva riposto il seme della zucca. Dopo qualche settimana lei ha portato le mie semine all’orto e alla nascita delle prime piante di zucca lei le ha ripiantate nell’orto.
L’altro giorno quando ho visto le zucche ho fatto un’espressione di meraviglia! (Federica)

Per me l’orto è stata una scoperta.
Ho scoperto con stupore di avere il “pollice verde”.
Ho scoperto nuove persone.
Ho scoperto di avere voglia di imparare.
Dato che è comunitario, il condividere questo spazio con altre persone è molto piacevole ed arricchente, allo stesso tempo, però vado in orto per ritagliarmi uno spazio e un momento in cui io sono io con l’orto, dove il tempo è lento e dilatato invece che, come spesso accade, veloce e caotico. (Martina)

Mio padre ha 77 anni; ha una grande forza in tutti i sensi; possiede un orto, ma è zona invalicabile.
Quando lo vedevo e lo vedo ogni giorno, lavorare la sua terra in ogni stagione, mi sono spesso domandata se io un giorno “fra 110 anni (!!?), sarei stata in grado di fare tutto il lavoro che ha fatto lui finora e magari di migliorarlo.
Incrociare nel corso di una giornata qualunque, una persona che dall’altra parte del telefono di dice che c’è la possibilità di fare un orto urbano comunitario… credo che sia stato una grande cosa!
E se è vero che da cosa nasce cosa, grazie a questa idea sono nate oltre alle verdure, relazioni, rapporti, opportunità, sane sconfitte e meravigliosi pensieri sul mio futuro e su quello delle persone a me care.
Credo che chi non prova e non si cimenta, non capirà mai!
(Barbara)